Entrare nel mistero

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“Dio non è venuto a spiegare la sofferenza, è venuto a riempirla della sua presenza.” (P. Claudel)

La Pasqua del Signore rispecchia la realtà della nostra della nostra vita: il nostro quotidiano è tutto un alternarsi di vita, di sofferenza, di fallimenti, di parziali momenti di “morte” e di nuovi inizi, fino al giorno in cui, per ognuno di noi, questo mistero pasquale personale si compie definitivamente nella morte che apre quell’incontro pieno con il Padre. Fare in modo che la nostra realtà sia sempre piena della Presenza di Dio è far si che il mistero della Pasqua diventi la nostra vita quotidiana. Papa Francesco ci spiega come fare perché il mistero di Pasqua “abiti” la nostra vita quotidiana: “Entrare nel mistero della Pasqua di Gesù ci chiede di non avere paura della realtà: non chiudersi in sé stessi, non fuggire davanti a ciò che non comprendiamo, non chiudere gli occhi davanti ai problemi, non negarli, non eliminare gli interrogativi….

Entrare nel mistero significa andare oltre le proprie comode sicurezze, oltre la pigrizia e l’indifferenza che ci frenano, e mettersi alla ricerca della verità, della bellezza e dell’amore, cercare un senso non scontato, una risposta non banale alle domande che ci mettono in crisi la nostra fede, la nostra fedeltà e la nostra ragione. Per entrare nel mistero ci vuole l’umiltà di abbassarsi, di scendere dal piedistallo del nostro io tanto orgoglioso, della nostra presunzione; l’umiltà di ridimensionarsi, riconoscendo quello che effettivamente siamo: delle creature, con pregi e difetti, dei peccatori bisognosi di perdono. Per entrare nel mistero ci vuole questo abbassamento che è impotenza, svuotamento delle proprie idolatrie…. Adorazione. Senza adorare non si può entrare nel mistero”.

 

Buona Pasqua

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